Intervista di Paolo Barnard a Warren Mosler
P.B: Immaginiamo lo scenario di una corsa alle banche. Si passa dall'euro alla lira e tutti corrono in banca a ritirare i soldi. Sii crea un disastro.
W.M: Cos'è questo assalto alle banche? Quando il governo tassa in lire (e comincia anche a spendere in lire) se si hanno degli euro in banca, si continueranno ad avere degli euro in banca. Questi non devono essere convertiti: non c'è motivo per cui il governo li debba convertire.
Le persone che possiedono degli euro improvvisamente si troveranno ad avere bisogno di lire per poter pagare le tasse, perché la gente paga le tasse, giusto?
Nel caso in cui si decidesse di pagare le tasse (sugli immobili, tassa di circolazione ecc...) la popolazione dovrebbe vendere gli euro per comprare delle lire e far fronte ai propri obblighi.
Un esempio: la fabbrica deve pagare gli operai in lire eppure le riserve delle banche sono in euro, inizialmente quindi ci si troverebbe con una carenza di lire, purché il governo non decida di convertire i depositi bancari, ma nessuno vorrebbe che il governo lo facesse, quindi perché preoccuparsi di questo? Se il governo convertisse i depositi bancari in lire, questo sì porterebbe ad
un crollo immediato della valuta, ma perchè il governo dovrebbe decidere di fare una cosa del genere? Non farebbe mai una cosa che non avebbe senso.
P.B: Con questa nuova lira che potrebbe deprezzarsi o apprezzarsi, secondo te Mosler, come faremo a comprare il petrolio che va pagato in dollari?
W.M: Innanzitutto il petrolio non deve essere pagato in dollari: questo è un mito. Praticamente il petrolio viene prezzato in dollari, e questo è molto diverso. Tutto quello che bisogna fare è guardare la lista dei tassi di cambio e al tasso di cambio equivalente, più una commissione per la banca. Si può comprare il petrolio con qualunque valuta si preferisce usare. Le persone di tutto il mondo riempiranno il serbatoio della propria auto utilizzando la propria valuta. Se tutti comprano sempre il petrolio nella propria valuta contemporaneamente, questo potrebbe portare ad una variazione del tasso di cambio e quindi per lo stesso quantitativo di valuta si potrebbe comprare meno petrolio, ma comunque si potrebbe sempre comprare qualunque valuta. Quando, per esempio, andate a fare shopping, ovunque andiate, potete ovviamente pagare con qualunque valuta vogliate. Non importa in quale valuta il petrolio venga prezzato: questa è una tattica per spaventare la gente.
P.B: Con la lira nuova a moneta fiat, come fa lo Stato ad onorare il debito pubblico interno ed il debito pubblico esterno? E la parte di debito ancora denominata in euro?
W.M: Questa è una domanda politica, ed è un'ottima domanda. Questo debito è in gran parte quello che io chiamerei “non ricorso” e “non assicurato”. Vediamo di arrivare a capire cosa vuol dire: in pratica non c'è una garanzia, il governo può anche arrivare a cambiare idea su questo debito. Legalmente e in qualunque momento. Ovviamente i governi nel corso della storia non lo fanno sempre: possono anche fare default sul debito e se la Grecia facesse default riguardo al proprio debito, come sarebbe potuto accadere il 20 marzo, la politica internazionale non avrebbe potuto fare irruzione in Parlamento e arrestare tutti quanti. La questione che, quindi, si pone è che quando un governo non paga il proprio debito, non possono esserci degli eserciti che invadono il Paese per riscuotere soldi. In un primo caso: il governo è presente per servire al pubblico e quelli che sono ancora i debiti in euro non saldati e si decide quale tipo di politica del debito possa servire ad adempiere a scopi di interesse pubblico. Il primo obbligo deve essere nei confronti degli italiani e le decisioni dovrebbero essere prese di conseguenza. Queste decisioni includerebbero, per esempio, delle decisioni che porterebbero a contribuire, a facilitare il commercio con il resto d'Europa. Se il resto d'Europa stabilisse dei requisiti in merito alla politica commerciale. Ecco che quindi il debito diventa una considerazione importante per quello che significa servire gli obiettivi pubblici delle persone che hanno eletto quel governo.
P.B: Come il governo può concretamente fare ciò?
W.M: Per poter realizzare questi pagamenti, il governo, deve comprare euro con la propria valuta, allo stesso modo in cui nei paesi europei compravano i dollari come parte della propria politica commerciale. Si comprerebbero degli euro come parte della politica nazionale per pagare il debito, e quando si comprano gli euro si mette una pressione verso il basso nei confronti della lira. Una cosa interessante da notare è che nel mondo di oggi sembra che tutti i paesi vogliono che la propria valuta vada giù, e questa è una cosa un po’ strana, per esempio la Cina vuole che la propria valuta cali e gli Stati Uniti vogliono che il dollaro vada giù, ed allora si trovano a “scontrarsi” su chi riesce a far calare di più la propria valuta, per esempio la Svizzera vuole che la propria valuta vada giù rispetto all’euro: hanno comprato euro e vendendo franchi svizzeri per riuscire a far calare la propria valuta. Quindi questo deve essere considerato nel contesto del periodo in cui viviamo: se la lira italiana è considerata troppo forte, allora si possono comprare euro, un po’ come stanno facendo gli svizzeri. Se la lira, invece, è debole si può decidere che non serve ad adempiere scopi pubblici: vendere la lira per comprare euro per riuscire ad onorare il proprio debito. Il bene pubblico riguarda sempre comunque considerazioni contingenti e future.
P.B: E’la stessa cosa per quel che riguarda come i privati (le aziende e le famiglie) potrebbero con la nuova lira onorare il debito interno ed esterno indebitate in euro?
W.M: No, questi dovrebbero essere pagati. Il settore privato, quindi, sperimenterebbe una bancarotta. Se una persona deve degli euro e non è in grado di onorare i propri pagamenti, allora dichiara bancarotta, e quindi i debiti vengono eliminati e ricomincia da zero. Finché la politica pubblica promuove la piena occupazione, tutti quelli che vogliono un posto di lavoro riescono ad ottenere un buon posto e con un salario che gli permetta di vivere, l’economia potrà andare bene e il futuro sarà quindi prospero. Quando si ha una propria valuta, se sapete come funziona il meccanismo, potete sempre promuovere la piena occupazione. Si obietterà: il problema sono gli anziani, i malati, gli handicappati, gli "improduttivi". No, questo non è un problema: l'1% della popolazione è sufficiente per coltivare ciò che serve per l'alimentazione di tutti, meno del 10% della popolazione produce tutto quello che serve per il restante 90%. Nulla, proprio nulla vieta che il resto della popolazione si occupi di anziani, invalidi, malati terminali eccetera. Il governo deve mettere in atto delle politiche pensionistiche, per le persone al di sopra dei 65 anni, non dovrebbe fare nulla, solo scrivere un assegno. Basterebbe una persona sola al governo per farlo. Negli Stati Uniti, per esempio, i nostri pagamenti pensionistici della previdenza sociale dovrebbero essere ad un livello che sia in grado di sostenere e mantenere i nostri anziani, ad un livello che ci renda orgogliosi di essere americani. Io suggerirei la stessa cosa per l’Italia, e questo ovviamente potrebbe portare ad un’espansione della spesa pubblica, ma non del numero dei dipendenti pubblici. Con una piena occupazione le persone diventerebbero una risorsa scarsa: ci sarebbe molto da fare e non si potrebbe sprecare manodopera facendoli scavare delle buche per poi riempirle di nuovo. C’è ben più da fare di quanto non si possa immaginare. Quanti di voi ad esempio avrebbero bisogno di una segretaria? Ci svegliamo tutte le mattine con il 100% di carenza di manodopera, praticamente al mondo ci sono da fare molte più cose di quante persone ci siano che possano farle e la nostra politica pubblica ha creato una situazione in cui il 20% di noi non lavora.
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