venerdì 27 settembre 2013

Caro amico Ti spiego facilmente perchè l'Italia è in svendita!

La prima domanda da porsi e’: come sono variati i prezzi delle aziende in Europa?

Se guardate bene il grafico sottostante che indica l’andamento degli Indici Azionari in 4 nazioni dell’Eurozona, vedrete che tra le varie nazioni europee, ci sono andamenti del tutto divergenti, specialmente dopo il 2008.

Sostanzialmente il valore delle aziende Italiane s’è piu’ che dimezzato, quelle Francesi e Spagnole hanno valori ridimensionati tra il 17% ed il 25%, mentre quelle tedesche si sono rivalutate del 28%.

Chi ci legge, sa bene la ragione: la Germania contenendo il Costo del Lavoro nel sistema a cambi fissi, ha incrementato export e produzione, e quindi utili, per cui vede le sue aziende rivalutarsi. Di contro le altre nazioni, indebolite nei profitti e nella produzione, hanno visto un forte ridimensionamento del loro valore. In Italia il fenomeno e’ piu’ accentuato che in Spagna e Francia, che comunque hanno andamenti completamente divergenti rispetto alla Germania.

Solito Film gia’ visto: la Germania s’e’ arricchita (specie il sistema privato), tutti gli altri impoveriti, ed il fenomeno ha una sua dinamica evidente specialmente dopo la meta’ degli anni 2000, vale a dire dopo le riforme Hartz sul mercato del lavoro in Germania.

In sintesi, qualsiasi azienda mondiale, puo’ fare shopping in Italia (oltre a Grecia e Portogallo) a prezzi da svendita e puo’ acquistare bene nel resto d’Europa (Germania esclusa).






Diamo uno sguardo alle principali cessioni di aziende Italiane da parte di acquirenti stranieri, nel corso degli anni, grazie a Simone Previti:

1999
Algida (Unilever)

2000
Emilio Pucci (Arnault, Francia)
Fiat Ferroviaria (Alstom, Francia)

2001
Bottega Veneta (Francia)
Fendi (Francia)

2003
Peroni (Sudafrica)
Sps Italiana Pack Systems (Usa)

2005 
Acciaierie Lucchini (Russia) 
Benelli (Cina)

2006
Carapelli Sasso e Bertolli (Spagna)
Galbani (Francia)

2008 
Osvaldo Cariboni (Alstom, Francia)

2009 
Fiat Avio (divisione Fiat per il settore aerospaziale) (Usa,Inghilterra)

2010
Fastweb (Svizzera, aveva già parte delle azioni dal 2007)
Belfe (Sud Corea) 
Lario (Sud Corea)
Boschetti alimentare (confetture) (Francia)

2011
Gancia (Russia)
Fiorucci (salumi) (Spagna)
Parmalat (Lactalis, Francia)
Bulgari (Francia)
Brioni (Francia)
Wind (Russia, prima Egitto)
Edison (Francia)
Mandarina Duck (Sud Corea)
Loquendo (leader nelle tecnologie di riconoscimento vocale) (Usa) 
Eridania (zucchero) (Francia)

2012
Star (Spagna) Controlla i marchi RisoChef, Pummarò, Sogni d’Oro, GranRagù Star, Orzo Bimbo ed Olita
Ducati (Germania)
Eskigel (produzione gelati per varie catene di supermercati) (UK)
Valentino (Qatar)
Ferretti (nautica) (Cina)
AR Pelati (pomodori) (Giappone)
Coccinelle (Sud Corea) 
Sixty (Cina) Proprietaria dei marchi Miss Sixty e Energie

2013
Richard Ginori (venduta a Gucci, Francese)
Loro Piana (Francia)
Pernigotti (Turchia)
Chianti Gallo Nero Docg (Cina)
Pomellato (Francia)
Scotti Oro (Spagna per il 25%)

Guarda caso, c’e’ un chiaro parallelismo tra crollo dei valori azionari ed acquisti di aziende Italiane dall’estero.
Il Parallelismo ovviamente e’ del tutto evidente anche guardando altri indicatori:
Il flusso medio annuale di Investimenti Diretti Esteri in Entrata e’ passato da rappresentare uno 0,2-0,3% dal 1979 al 1998, ad oltre l’1% del PIL dal 1999 al 2011.
Il progressivo deterioramento negli ultimi 15 anni della componente Redditi da capitale del Conto Corrente della Bilancia dei Pagamenti



Torniamo indietro di 20 anni….

Tornando al settembre del 1992, quando la Lira ed altre valute svalutarono sul Marco, si ebbe una formidabile performance nei 20 mesi successivi, di tutte le Borse Europee, e guarda caso la Borsa Italiana fece un mirabilante +125%, contro il +50% della Germania. Cosa accadde? Ovviamente parte dell’aumento e’ legato a ragioni di contesto mondiale, e parte al fatto che si usciva col riallineamento valutario da una situazione di squilibrio (e quindi crisi) ad una situazione dove “il peggio era alle spalle”. Ma la divaricazione straordinaria tra l’andamento della Borsa Italiana e quella Tedesca era ovviamente legata alla svalutazione, che significava maggior reddittivita’ legata al miglior andamento produttivo ed export. Casualmente negli anni post-svalutazione gli acquisti di aziende nazionali fu minimo, nonostante il deprezzamento valutario, perche’ le aziende ripresero valore.


L’acquisto massivo di aziende italiane dall’estero e’ qualcosa di fortemente negativo

Chi vede esclusivamente positivita’ nel massivo acquisto dall’estero di aziende Italiane (non compensato da analoghi acquisti Italiani all’estero), perche’ vede in cio’ potenziali miglioramenti dei servizi, ristrutturazioni salutari, investimenti, ecc. dovrebbe tenere a mente 2 fatti importanti:
- Un incremento massivo delle proprieta’ straniere significa una crescita costante del deficit della voce Redditi della Bilancia dei Pagamenti, che in ultima analisi deprime il PIL e peggiora la Posizione netta sull’Estero
- Spesso chi “acquista” lo fa a scopo predatorio: ad esempio per eliminare un concorrente (lo compra, lo ridimensiona e trasferisce parte della produzione altrove) o per disporre di un canale distributivo (importando merci). Ovviamente anche questo impatta sulla ricchezza del paese nel tempo.

Chi si lamenta degli acquisti esteri, farebbe bene a non piangere

Diversi attori della commedia Italiana (ad esempio i Sindacati) ovviamente chiedono azioni al Governo in questi casi (ad esempio nel caso Telecom). Probabilmente sperano in una nazionalizzazione o comunque in un qualche azione governativa salvifica (ed irreale) di imposizione ad una proprieta’ estera di non si sa bene cosa. Ovviamente non colgono che la causa di queste massive (s)vendite, e’ il crollo del valore generalizzato delle aziende stesse, consequenziale all’andamento negativo dell’economia e del costo del lavoro, nonche’ al sistema dei cambi fissi (leggi EURO ndr) sommato all’inefficenza nostrana causata proprio dal salvatore (lo Stato) e da loro stessi (i sindacati). Ovviamente ci sarebbe da ridere, ma purtroppo e’ una tragedia.

By GPG Imperatrice

2 commenti:

  1. Il libero mercato è L’Esca gettata dal capitalismo dando vita hai mostri che guidano L’ECONOMIA ITALIANA .
    Ci hanno costretto ad’ accettare interscambi importando merce che produciamo
    Creando crisi NELL’ INDUSTRIA e L’AGRICOLTURA ITALIANA .
    L’AMERICA Padre del libero mercato impone regole che loro non rispettano .
    Provate a invadere il mercato AMERICANO e mettere in crisi le loro INDUSTRIE e la loro AGRICOLTURA automaticamente scatterebbe sulle merci importate ( dazio ed embargo)
    Questa prepotenza è accettata dai Manager spocchiosi di oggi.
    I Manager da prendere ad esempio sono i vecchi imprenditori Della piccola e media Industria (Padri del Boom Economico) i più nati dalla gavetta Iniziando dal basso sono arrivati al vertice ricchi di esperienza (e umanità) vera LAUREA indispensabile ad un MANAGER.
    Nel dopo guerra (ricordo che) in vari settori compreso il settore ARTIGIANO
    Lavoravamo 10 mesi l’anno allora la cassa integrazione non esisteva nei due mesi di fermo lavoravamo al rinnovo del campionario per conquistare nuove fette di mercato il tutto a spese del titolare.

    La cassa integrazione Figlia dei Bocconiani è nata dopo il boom economico per difendere ( solo ) le grandi Industrie e i loro capitali Dando vita ad un nuovo mercato (da sfruttare ) L’ITALIA
    Premiando l’egoismo e là cupidigia ci hanno riportato al punto di partenza.
    Purtroppo se non avviene un MIRACOLO con l’egoismo dei potenti e la stupidità dei sudditi
    Il BOOM della catastrofe sarà definitivo. VITTORIO

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    1. Grazie del messaggio Vittorio fa sempre piacere leggere la rabbia e i pensieri della gente, dalle tue parole sembra che parli per esperienza diretta nel mondo del lavoro, i bocconiani e il liberismo senza regole (non capiamo ancora come si fa ad essere liberisti però a difendere l'Euro, o meglio lo sappiamo ma vorremmo che fossero loro a rispondere) sta portando questo paese allo sfascio.

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